Scarpe da Trekking: La Guida Completa per Scegliere le Migliori
- Marta de Santis
- 8 mag
- Tempo di lettura: 22 min
E così hai deciso di avventurarti su sentieri di montagna, ma sei fermo davanti allo scaffale di un negozio outdoor — o peggio, perso tra migliaia di recensioni online — senza sapere da dove iniziare? Non preoccuparti: ci siamo passati tutti.
Le scarpe da trekking sono probabilmente l' acquisto più importante che farai prima di mettere piede su un sentiero. Scegliere male significa vesciche dopo i primi kilometri, caviglie storte sui tratti sassosi, piedi zuppi al primo acquazzone — insomma, la fine non ideale di quello che avrebbe potuto essere un'escursione memorabile.
Scegliere bene, invece, significa camminare per ore senza pensare ai piedi, godersi ogni passo e tornare a casa con la voglia irresistibile di rifarlo il weekend successivo.
In questa guida completa ti spiegheremo tutto quello che devi sapere per scegliere le scarpe da trekking perfette per il tuo livello, il tuo tipo di uscita e il tuo budget.

Indice della Guida
1. Perché le Scarpe da Trekking sono così Importanti
Facciamo una premessa fondamentale: i piedi sono la tua unica interfaccia con il terreno. Ogni sasso, ogni radice, ogni pozzanghera — tutto passa attraverso le tue scarpe prima di arrivare ai tuoi piedi. Questo significa che la scarpa giusta non è un accessorio opzionale: è la base di tutto il tuo equipaggiamento.
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I rischi di scarpe inadeguate
Le vesciche sono il problema più comune tra i principianti. Nascono dall' attrito ripetuto tra la pelle e il materiale della scarpa, e possono trasformarsi da fastidio in vera emergenza se non trattate. Una scarpa ben costruita, con i materiali giusti e la taglia corretta, le riduce drasticamente.
Le distorsioni alle caviglie sono un rischio concreto sui terreni accidentati. Una scarpa con buon supporto laterale — specialmente nella versione mid o alta — offre una protezione significativa contro le torsioni accidentali. Per un principiante, questo aspetto non va mai sottovalutato.
I dolori al ginocchio e alla schiena sono spesso la conseguenza di scarpe con ammortizzazione insufficiente. Se stai scendendo un sentiero ripido per ore, ogni passo scarica un impatto sul tuo corpo. Una buona intersuola assorbe parte di quell' impatto, proteggendo le tue articolazioni.
I piedi bagnati non sono solo scomodi: aumentano esponenzialmente il rischio di vesciche e, in condizioni fredde, possono portare a ipotermia. Una membrana impermeabile di qualità fa la differenza tra un'escursione piacevole e una giornata da dimenticare.
Il freddo ai piedi in alta quota o nella stagione fredda può essere pericoloso. Le scarpe da trekking invernali o da alta montagna hanno un isolamento termico specifico che scarpe da trail running o sneaker comuni semplicemente non possono offrire
Il paradosso delle "scarpe comode"
Molti principianti fanno questo errore: "Tanto ho delle scarpe da ginnastica comode, posso usare quelle." Non funziona così. Le scarpe da running o le sneaker sono progettate per superfici piane e prevedibili, con ammortizzazione ottimizzata per il moto lineare in avanti. Su un sentiero di montagna, ti ritroverai su superfici irregolari in ogni direzione, con carichi asimmetrici, suole che non mordono la roccia bagnata, nessuna protezione per le caviglie.
Il risultato? Stanchezza prematura, dolori e un rischio molto più alto di infortuni.
Investire in un buon paio di scarpe da trekking non è una spesa superflua: è un investimento nella qualità della tua esperienza outdoor e, soprattutto, nella tua sicurezza.
2. I Diversi Tipi di Calzature da Trekking
Prima di addentrarci nelle caratteristiche tecniche, è importante capire che non esiste "la scarpa da trekking" in senso assoluto. Esistono diverse tipologie, ognuna pensata per un uso specifico. Scegliere il tipo giusto è già metà del lavoro.
Scarpe da Trekking Basse (Low)
Le scarpe da trekking basse assomigliano esteticamente a una sneaker robusta, ma al loro interno nascondono una tecnologia molto più avanzata. Il collare si ferma al di sotto del malleolo, offrendo la massima libertà di movimento.
Sono ideali per: escursioni su sentieri ben battuti e non troppo tecnici, escursioni primaverili ed estive con zaino leggero; chi preferisce la leggerezza e l' agilità al supporto massimo.
Non sono ideali per: terreni molto accidentati o rocciosi; escursioni con zaino pesante; ambienti con rischio di neve o ghiaccio; chi ha caviglie fragili o storte frequentemente.
Peso medio: 300–500 grammi per scarpa.
Il vantaggio principale delle scarpe basse è la leggerezza e la traspirabilità.

Scarpe da Trekking Mid
Le scarpe mid sono la via di mezzo tra le basse e gli scarponi alti. Il collare avvolge il malleolo senza superarlo di molto, offrendo un buon supporto laterale senza rinunciare completamente alla mobilità.
Sono ideali per: escursioni di uno o più giorni su terreni variati; chi ha bisogno di supporto alla caviglia senza esagerare; terreni misti (sentiero compatto + qualche tratto sassoso); il 90% delle uscite di un principiante.
Peso medio: 400–700 grammi per scarpa.
Le mid sono spesso la scelta consigliata per i principianti: offrono un buon equilibrio tra protezione, supporto e versatilità.

Scarponi da Trekking Alti
Lo scarpone classico da montagna: il collare supera il malleolo, garantendo il massimo supporto laterale e la massima protezione. Sono più rigidi, più pesanti, ma anche molto più protettivi in condizioni difficili.
Sono ideali per: trekking di più giorni con zaino pesante; alta montagna e terreni tecnici; escursioni invernali con neve; chi ha problemi alle caviglie.
Peso medio: 600–1000+ grammi per scarpa.
Uno scarpone alto di qualità è un investimento importante, ma dura anni e offre una protezione che nessun' altra calzatura può eguagliare in montagna. Se i tuoi obiettivi trekking crescono nel tempo, prima o poi ci arriverai.

Scarpe da Approach (Avvicinamento)
Spesso confuse con le scarpe da trekking leggero, le scarpe da approach sono progettate specificamente per l' avvicinamento alle pareti di arrampicata. Hanno suole molto aderenti, sono rigide nel senso laterale e hanno un profilo basso e aderente al piede. Non sono la scelta giusta per il trekking puro: mancano di ammortizzazione e supporto per lunghe camminate.
Calzature Specifiche per l'Alta Montagna
Per chi si avventura su ghiacciai, creste nevose o vie ferrate impegnative, esistono scarpe e scarponi con caratteristiche specifiche: suola rigida compatibile con i ramponi, isolamento termico avanzato, tomaia in materiali tecnici ad alta resistenza. Queste calzature esulano dall' ambito "principianti", ma è utile sapere che esistono e che il trekking in alta montagna richiede un equipaggiamento specifico.

Consiglio TREK per principianti
Se stai iniziando adesso, la scelta più intelligente è orientarsi verso una scarpa mid impermeabile. Ti darà la protezione necessaria per la maggior parte dei sentieri, il supporto alla caviglia per i tratti tecnici e ti proteggerà dagli imprevisti meteorologici. È la tipologia più versatile per chi si avvicina al mondo del trekking.
3. Le Componenti Chiave: Cosa C'è Dentro una Scarpa da Trekking
Una buona scarpa da trekking è il risultato di un' ingegneria sofisticata che spesso non si vede dall'esterno. Conoscere le componenti principali ti aiuterà a capire cosa stai comprando e a valutare oggettivamente le caratteristiche di ogni modello.

3.1 La Tomaia: il "Corpo" della Scarpa
La tomaia è la parte superiore della scarpa, quella che avvolge il piede. È la componente che più influenza la resistenza, la traspirabilità e il peso complessivo della calzatura.
I materiali della tomaia
Pelle piena (full grain leather): La pelle piena è il materiale più nobile e durevole per la tomaia di uno scarpone. Offre resistenza eccezionale, buona impermeabilità naturale e migliora nel tempo con l' uso. Il lato negativo? È pesante, ci vuole tempo per ammorbidirla e non è la scelta ideale per chi cerca leggerezza.
Pelle scamosciata (nubuck): Più leggera della pelle piena, la pelle scamosciata offre comunque buona robustezza e un aspetto estetico gradevole. Richiede più manutenzione per rimanere impermeabile nel tempo.
Materiali tessili e mesh sintetici: Molte scarpe moderne, soprattutto nella versione bassa, utilizzano pannelli in mesh sintetico che garantiscono un peso ridotto e un'ottima traspirabilità. Il lato debole è la minore resistenza alle abrasioni.
Materiali compositi (pelle + tessuto): La maggior parte delle scarpe moderne combina diversi materiali per ottimizzare peso, resistenza e traspirabilità in zone diverse. I rinforzi in gomma attorno alla punta e al tallone proteggono le aree più soggette all' usura.
Cosa guardare nella tomaia:
I rinforzi intorno alla punta: proteggono dalle pietre sul sentiero
Il paracolpi al tallone: stabilizza e protegge il retropiede
La resistenza generale alla trazione e all' abrasione
La flessibilità: una tomaia eccessivamente rigida può causare sfregamenti durante le prime uscite
3.2 La Suola: il Tuo Contatto con la Terra
La suola è probabilmente la componente più critica di una scarpa da trekking. È ciò che ti tiene ancorato al terreno, sia in discesa ripida che su roccia .
Suole Vibram: lo standard di riferimento
Quando si parla di suole per trekking, il nome Vibram è sinonimo di qualità. Questa azienda italiana produce suole in gomma tecnica per calzature outdoor dal 1937, ed è considerata il punto di riferimento dell' intero settore. Le suole Vibram si distinguono per: mescola di gomma ad alta aderenza che garantisce grip anche su roccia bagnata; pattern del battistrada ottimizzato per specifici tipi di terreno; durabilità superiore rispetto alle gomme generiche; diverse linee pensate per ambienti diversi (Megagrip per roccia bagnata, Mountaineer per neve e ghiaccio, ecc.).
Non tutte le scarpe da trekking montano suole Vibram, ma molti brand di qualità le usano come standard. Se vedi il logo Vibram su una scarpa, sai già che la suola è stata progettata e testata da professionisti.

a cattiva suola può renderti pericoloso sul sentiero.
Il profilo del battistrada
Il disegno della suola (il battistrada) varia a seconda dell' uso previsto:
Tasselli profondi e distanziati: ottimi per fango e terreni molli, perché non intasano
Tasselli più piccoli e ravvicinati: migliore aderenza su roccia e terreni compatti
Tallone con zona anti-slittamento pronunciata: importante per le discese
La rigidità della suola:
Suola flessibile: più comoda per camminare su terreni regolari, migliore feedback con il terreno
Suola semirigida: buon equilibrio tra flessibilità e supporto, ideale per la maggior parte dei trekking
Suola rigida: necessaria per alta montagna, compatibilità con ramponi, protezione su terreni tecnici.
3.3 L'Intersuola: il Sistema di Ammortizzazione
L' intersuola è lo strato tra la tomaia e la suola esterna, e il suo compito principale è ammortizzare gli impatti. È invisibile dall'esterno, ma la senti ad ogni passo.
I materiali più comuni per l' intersuola sono:
EVA (Etilene-Vinilacetato): leggero, buona ammortizzazione iniziale, ma si comprime con il tempo
PU (Poliuretano): più denso e durevole dell' EVA, mantiene le proprietà ammortizzanti più a lungo
TPU e materiali compositi: tecnologie avanzate usate dai brand premium per ottimizzare peso e performance
Un' intersuola di qualità fa una differenza enorme nelle discese lunghe, quando le ginocchia cominciano ad accusare il carico ripetuto.
Le solette: le spesso dimenticate
La soletta interna (o plantare) è ciò su cui il tuo piede è a diretto contatto. Le solette standard incluse nelle scarpe sono spesso di qualità mediocre. Una soletta aftermarket di qualità — come quelle di Superfeet, Sole o Noene — può migliorare significativamente il comfort e il supporto plantare.
In particolare, le solette Noene sono molto apprezzate nel mondo del trekking per la loro capacità di assorbire le vibrazioni traumatiche: uno strato di solo 2mm riduce drasticamente gli impatti trasmessi alle articolazioni. Se hai problemi al ginocchio o alla schiena, una buona soletta è il complemento ideale a una scarpa già di qualità.
3.4 La Membrana Impermeabile: Gore-Tex e Oltre
Eccoci al punto che crea più confusione tra i principianti. "Gore-Tex sì o Gore-Tex no?" È la domanda che sentiamo sempre.
Cos'è il Gore-Tex?
Gore-Tex è una membrana in ePTFE (politetrafluoroetilene espanso) sviluppata dalla W. L. Gore & Associates. La sua caratteristica principale è quella di essere contemporaneamente impermeabile (l' acqua non entra) e traspirante (il vapore acqueo del sudore può uscire). Tecnicamente, la membrana Gore-Tex ha micropori di dimensioni così piccole che le gocce d' acqua liquida non riescono ad attraversarla, mentre le molecole di vapore acqueo (molto più piccole) possono passare. Il risultato è una scarpa che mantiene il piede asciutto dall'esterno, consentendo al tempo stesso una certa traspirazione.
I pro della membrana impermeabile
Protezione dall' acqua: pioggia, pozzanghere, erba bagnata, torrenti guadati
Protezione dalla neve e dal freddo umido
Maggiore comfort psicologico: non devi preoccuparti delle condizioni meteo
Durabilità: il Gore-Tex dura anni se la scarpa è curata correttamente
I contro della membrana impermeabile
Costo maggiore: le scarpe GTX costano generalmente 30–50€ in più rispetto alle versioni non impermeabili
Traspirabilità ridotta rispetto a scarpe open mesh
Se l' acqua entra (es. dal collare dopo un' immersione), impiega più tempo ad asciugarsi
Alternative al Gore-Tex
Gore-Tex non è l' unica membrana impermeabile sul mercato. Esistono alternative valide: eVent (membrana di alta qualità con traspirabilità superiore al Gore-Tex standard); Outdry (Columbia): membrane laminata direttamente sulla tomaia esterna; HDry (AKU): tecnologia proprietaria del brand italiano, con ottime performance; HydroShield (Zamberlan): altra tecnologia proprietaria di buona qualità.
Gore-Tex sì o no? La risposta definitiva
Per un principiante che fa trekking in Italia (Appennino, Prealpi, Alpi), la risposta quasi sempre è SÌ. Le condizioni meteo in montagna sono imprevedibili, i sentieri dopo la pioggia sono bagnati, l'erba alta la mattina è intisa di rugiada. Una membrana impermeabile è una protezione che si ripaga alla prima uscita con pioggia imprevista.

3.5 Il Collare e il Sistema di Allacciatura
Il collare è la parte superiore della scarpa che circonda il collo del piede e la caviglia. La sua imbottitura e la sua forma influenzano molto il comfort e il supporto.
Caratteristiche da valutare nel collare: imbottitura adeguata (morbida ma non eccessivamente cedente); forma anatomica che avvolga la caviglia senza creare punti di pressione; altezza (bassa per più mobilità, alta per più supporto); linguetta imbottita e ben ancorata.
Il sistema di allacciatura è un altro elemento spesso sottovalutato. Un buon sistema permette di regolare la stretta in modo preciso su diverse zone del piede, distribuire uniformemente la pressione e tenere il piede ben ancorato anche nelle discese.
4. Come Scegliere in Base al Terreno
Il tipo di terreno su cui camminerai è uno dei fattori principali che deve guidare la tua scelta. Una scarpa ottimale per i sentieri dell' Umbria può essere del tutto inadeguata per le creste dolomitiche — e viceversa.
Sentieri di bassa montagna e collina (terreno compatto)
Il tipico sentiero appenninico: fondo compatto, ben marcato, pendenze moderate, qualche tratto sassoso.
Cosa cercare nella scarpa: scarpa bassa o mid leggera; buona ammortizzazione per le lunghe percorrenze; battistrada con tasselli medi; membrana impermeabile consigliata .
Sentieri di media montagna (variati, con tratti tecnici)
Caratteristiche: fondo variabile tra sentiero battuto, ghiaia, roccia, qualche tratto esposto. Dislivelli più significativi.
Cosa cercare nella scarpa: scarpa mid con buon supporto alla caviglia; suola con battistrada pronunciato per il grip su roccia e ghiaia; tomaia robusta con rinforzi in punta e tallone; impermeabilità quasi indispensabile; rigidità medio-alta per la protezione su terreni sassosi.
Alta montagna (terreni tecnici, neve, ghiaccio)
Caratteristiche: terreni potenzialmente instabili, neve anche in estate, roccia bagnata, creste esposte.
Cosa cercare nella scarpa: scarpone alto con supporto massimo alla caviglia; suola rigida (compatibilità con ramponi leggeri); tomaia in pelle o materiali tecnici di alta resistenza; isolamento termico adeguato; grip eccezionale su roccia bagnata e neve.
Nota per i principianti: se stai appena iniziando, è molto probabile che le tue prime uscite siano su terreni della prima o seconda categoria. Non c'è bisogno di acquistare subito uno scarpone da alta montagna: inizia con qualcosa di versatile e cresci gradualmente con la tua esperienza.
Terreni umidi, fangosi e boscosi
Tipici dei sentieri autunnali, del bosco, dei fondovalle nell'Appennino Centrale (pensiamo alle faggete delle Mainarde, ai boschi del Parco Nazionale d'Abruzzo).
Cosa cercare nella scarpa: battistrada con tasselli profondi e distanziati; impermeabilità assolutamente necessaria; tomaia alta per evitare che il fango entri dal collare; supporto alla caviglia per i terreni scivolosi.
5. Come Scegliere in Base alla Stagione
Le stagioni cambiano radicalmente le condizioni su sentiero, e la tua scarpa ideale per luglio potrebbe essere del tutto inadeguata per novembre.
Primavera
La primavera è una stagione tradita per il trekking: le temperature sono miti, la natura si risveglia , ma i sentieri possono essere ancora bagnati dallo scioglimento delle nevi e le precipitazioni sono frequenti.
Consiglio: Una scarpa mid impermeabile GTX è ideale. La traspirabilità non è ancora critica, ma l' impermeabilità sì. Valuta anche che i sentieri di alta quota potrebbero essere ancora innevati fino a maggio-giugno.
Estate
L'estate porta alte temperature, sentieri asciutti, ma anche temporali pomeridiani improvvisi
— specialmente in montagna. In Appennino Centrale, i temporali pomeridiani estivi sono una realtà con cui ogni escursionista deve fare i conti.
Consiglio: Qui si apre il dibattito. Per il trekking su sentieri asciutti e nelle ore più fresche, una scarpa bassa senza membrana (ma con trattamento DWR sulla tomaia) garantisce la massima traspirabilità. Se invece le tue uscite durano tutto il giorno e i temporali estivi sono una costante, una scarpa GTX rimane la scelta più sicura. Attenzione: in alta quota anche d'estate è possibile incontrare neve residua sul Gran Sasso.
Autunno
L' autunno è considerata da molti la stagione più bella per il trekking, ma anche la più "insidiosa" per le calzature: pioggia frequente, foglie bagnate che rendono il sentiero scivoloso, temperature variabili.
Consiglio: Una scarpa mid impermeabile con buon grip è quasi obbligatoria. Valuta modelli con battistrada specifico per fango e terreni umidi.
Inverno
Il trekking invernale è possibile ma richiede un equipaggiamento più tecnico. Le temperature basse, la neve, il ghiaccio sui sentieri dell'Appennino Centrale (il Terminillo, il Gran Sasso e i Sibillini si trasformano in ambienti alpini d' inverno) rendono necessarie calzature con caratteristiche specifiche.
Consiglio: Scarpone alto con isolamento termico, suola compatibile con ramponi se si prevede neve ghiacciata, impermeabilità totale. Per i principianti, l' inverno in montagna è una stagione da affrontare con cautela e progressione graduale.
6. Come Scegliere in Base al Livello di Esperienza
Questa sezione è dedicata a te, che stai iniziando. Non aver fretta di comprare la scarpa "più tecnica" disponibile: una calzatura troppo rigida e pesante, non ancora "domata" ai piedi, può essere più problematica di una scarpa più semplice ma ben calzante.
Per il principiante assoluto (prime uscite su sentieri facili)
Se stai facendo le prime escursioni su sentieri segnalati, con dislivelli contenuti e zaino leggero, non hai bisogno di spendere una fortuna.
Cosa cercare: scarpa bassa o mid leggera; buona ammortizzazione (i tuoi piedi non sono ancora abituati alle lunghe camminate); membrana impermeabile (ti protegge dagli imprevisti); vestibilità confortevole fin dall' inizio (non deve richiedere rodaggio lungo); budget: 50–100€ (ottima qualità già in questa fascia).
Per chi ha già qualche uscita alle spalle (escursionismo regolare)
Se fai trekking regolarmente, magari con qualche escursione di più giorni o su terreni più variati, puoi pensare a una scarpa più tecnica.
Cosa cercare: scarpa mid con buon supporto alla caviglia; suola con ottimo grip su terreni variati; tomaia più robusta; budget: 100–160€.
Per il trekker più avanzato (multi-day, alta quota)
Con l'esperienza cresce anche la consapevolezza di cosa ti serve davvero. A questo livello, puoi valutare scarponi alti, calzature tecniche per l' alta montagna, modelli specializzati.
Cosa cercare: scarpone alto con supporto massimo; suola rigida con ottimo grip su roccia; materiali di alta qualità (pelle piena, membrane premium); budget: 160–300€+.
Il consiglio TREK
Inizia con qualcosa di versatile e di qualità nella fascia media. Meglio una scarpa buona da 80€ che calza perfettamente, che una scarpa eccellente da 200€ acquistata frettolosamente e che ti causa vesciche ad ogni uscita. Progredisci nell' attrezzatura man mano che progredisce la tua esperienza.
7. La Vestibilità: Come Deve Calzare la Tua Scarpa da Trekking
Questa è forse la sezione più importante di tutta la guida. Una scarpa tecnicamente perfetta che calza male è inutile, e può essere addirittura dannosa.
Il "mezzo numero in più": mito o realtà?
Hai sentito spesso il consiglio di "prendere un numero in più del solito"? C'è del vero, ma va precisato.
Durante il trekking, specialmente nelle discese, il piede tende a scorrere in avanti all' interno della scarpa. Se la scarpa è della tua taglia esatta, le dita si schiacciano contro la punta — e questo causa dolore e vesciche alle dita. La regola generale è che dovresti avere circa un centimetro di spazio tra la punta del piede più lungo e la punta della scarpa.
Attenzione però: questo non significa "mezzo numero in più" in senso assoluto, perché la taglia varia molto da brand a brand. La risposta vera: Prova sempre le scarpe, non comprare a occhi chiusi basandoti solo sulla taglia.
Larghezza e forma della calzata
Oltre alla lunghezza, conta moltissimo la larghezza della scarpa e la forma della calzata. I piedi umani hanno forme molto diverse: piedi stretti e affusolati; piedi larghi con alluce lungo; piedi con metatarso largo; piede con collo alto.
Ogni brand ha la sua "last" (forma su cui è costruita la scarpa). Alcune last sono strette, altre più larghe. Se hai il piede largo, cerca modelli disponibili in versione "Wide" — molti brand li producono.
Dove deve calzare bene
Nel tallone: il tallone deve essere ben bloccato all' interno della scarpa. Se scivola su e giù ad ogni passo, avrai vesciche garantite sul tallone.
Nel metatarso: la scarpa deve avvolgerlo con una pressione omogenea, né troppo stretta né troppo lasca.
Nelle dita: spazio sufficiente per muovere leggermente le dita. In discesa ripida, le dita tendono a piegarsi verso il basso: se c'è troppo poco spazio in altezza, le unghie bussano ripetutamente sulla punta della scarpa.
Nel collo del piede: deve essere abbracciato ma non compresso.
Il test della discesa
Quando provi le scarpe, non limitarti a camminare dritto sul pavimento del negozio. Cerca un piano inclinato o simula una discesa appoggiandoti a una parete. Verifica che il piede non scivoli in avanti e che le dita non urtino la punta.
Se puoi, allacciale con i calzini da trekking che userai realmente — non con i calzini di cotone che hai indosso quel giorno. Lo spessore del calzino influisce sulla vestibilità.
8. Come Provare le Scarpe nel Negozio (e Cosa Controllare)
Acquistare le scarpe da trekking online è conveniente, ma se è la prima volta che compri un certo modello o brand, ti consigliamo vivamente di provarle in un negozio fisico prima.
Prima di entrare nel negozio:
1.Porta i calzini giusti: mettiti i calzini tecnici da trekking che indosserai davvero in escursione. Non provarle con calzini di cotone o calzini sottili.
2.Vai al pomeriggio: i piedi si gonfiano durante il giorno, e di solito la sera sono alle dimensioni massime. Provarle al pomeriggio ti darà una valutazione più realistica.
3.Porta le solette attuali: se usi solette personalizzate o solette aftermarket, portale con te.
Nel negozio:
1.Prova entrambe le scarpe: i piedi raramente sono identici. Basa la tua valutazione sul piede più grande.
2.Allaccia correttamente: allaccia la scarpa come la indosseresti davvero, con la stessa tensione.
3.Cammina per qualche minuto: non fermarti a due passi. Gira per il negozio per qualche minuto.
4.Testa il tallone: premi con il dito all' interno del collare mentre cammini. Il tallone deve restare fermo.
5.Testa la discesa: cerca un gradino o una rampa. Il piede non deve scivolare avanti.
6.Verifica lo spazio in punta: dopo aver allacciato, premi con il pollice sulla punta della scarpa: deve esserci uno spazio minimo di circa un centimetro sopra l' alluce.
7.Testa la larghezza: la scarpa deve contenere il piede senza comprimere le dita in senso laterale.
8.Verifica il comfort nell'arco plantare: non dovrebbe esserci né pressione eccessiva né assenza totale di supporto.
Segnali d'allarme da non ignorare
Dolore o pressione già in negozio (non "ci abituano" con l' uso)
Tallone che scivola
Dita che toccano la punta della scarpa
Punti di pressione sul collo del piede
Instabilità laterale
L'acquisto online
Se acquisti online, controlla sempre la politica di reso del sito. I migliori store outdoor consentono il reso entro 30–60 giorni anche per scarpe già provate in casa. Consiglio: prova le scarpe a casa su una superficie pulita (moquette) prima di portarle fuori — così potrai restituirle se la vestibilità non è quella giusta.
9.Quanta Differenza Fa la Fascia di Prezzo?
Una delle domande più frequenti è: "Vale davvero la pena spendere di più?" La risposta, come spesso accade, è: dipende.
Fascia Budget (30–80€)
In questa fascia trovate principalmente i modelli di Decathlon e alcune linee entry-level di brand noti.
Cosa aspettarsi: qualità sufficiente per le prime escursioni su sentieri facili. La costruzione è più semplice, i materiali meno tecnici, la durata limitata. Non aspettatevi suole Vibram certificate, membrane Gore-Tex o tomaie ultra-resistenti. Ma per iniziare, per capire se il trekking fa per voi prima di investire, possono andare benissimo.
Limite principale: tendono a durare meno (1–2 stagioni di uso regolare vs. 4–5 di una scarpa di qualità) e sono meno performanti su terreni tecnici.
Fascia Media (80–160€)
Questa è la fascia dove il rapporto qualità-prezzo è generalmente il migliore. Qui trovate i prodotti entry/mid dei grandi brand (Salomon, AKU, Merrell, Lowa, Keen), spesso con vera membrana Gore-Tex e suola Vibram o equivalente di qualità.
Cosa aspettarsi: scarpe solide, costruite per durare, con tecnologie reali. Sono adeguate per il 90% delle escursioni di un principiante e di un trekker intermedio. Il comfort è nettamente superiore alla fascia budget.
Scelta consigliata: per la maggior parte dei principianti che fanno trekking regolarmente, questa è la fascia giusta.
Fascia Alta (160–300€+)
I modelli premium dei grandi brand (La Sportiva, Scarpa, Asolo, Mammut, Arc' teryx) e le linee top di Salomon, Lowa e AKU.
Cosa aspettarsi: materiali di altissima qualità, costruzione superiore, tecnologie all' avanguardia, maggiore durabilità, vestibilità più precisa. La differenza si sente — ma non necessariamente si "vede" nelle prime uscite. La paga nel tempo, sull' uso intensivo, su terreni tecnici.
Quando vale la pena: se fai trekking intensivo (più di 20 giorni all' anno), se ti avventuri su terreni tecnici, se vuoi una scarpa che duri anni.

10. Come Prendersi Cura delle Scarpe da Trekking
Una buona scarpa da trekking può durare anni se curata correttamente. Trascurarla significa ridurne significativamente le performance e la durata. Ecco come mantenerle al meglio.
Dopo ogni uscita
Pulisci la scarpa: rimuovi fango, terriccio e detriti dalla suola e dalla tomaia con una spazzola morbida e acqua. Non usare detersivi aggressivi che possono deteriorare la membrana impermeabile o il cuoio.
Togli le solette: rimuovi le solette dalla scarpa e lasciale asciugare separatamente. Le solette riassorbono molto sudore e, se lasciate dentro, possono generare cattivi odori e muffe.
Asciuga all'aria: metti le scarpe ad asciugare in un posto arieggiato, lontano da fonti di calore dirette (termosifoni, stufe, esposizione diretta al sole). Il calore eccessivo deteriora le colle e deforma i materiali. Se le scarpe sono molto bagnate, metti della carta da giornale all' interno per accelerare l' asciugatura.
Manutenzione periodica
Impermeabilizzante: le scarpe impermeabili mantengono le loro proprietà grazie a un trattamento di superficie chiamato DWR (Durable Water Repellency). Con l' uso, questo trattamento si consuma. Ogni 10–15 uscite, o quando noti che l' acqua non "scivola via" più dalla tomaia, applica uno spray impermeabilizzante specifico per calzature outdoor (Nikwax, Grangers, ecc.).
Nutrimento del cuoio: se la tua scarpa ha tomaia in pelle o pelle scamosciata, trattala periodicamente con prodotti specifici (cera per scarpe da montagna, olio di lino, ecc.) per mantenerla morbida e resistente all' acqua.
Controlla la suola: con l' uso, il battistrada si consuma. Controlla periodicamente lo stato della suola e, se noti un consumo eccessivo (i tasselli quasi scompaiono), valuta la risuolatura professionale.
Sostituisci i lacci: i lacci si consumano prima della scarpa e spesso vengono ignorati. Un laccio usurato può rompersi nel momento peggiore. Tieni sempre un paio di ricambio in zaino.
Conservazione
Conserva le scarpe in un luogo fresco, asciutto e areato, lontano dalla luce solare diretta. Non lasciarle in un sacchetto di plastica o in un ambiente umido. Se non le usi per un lungo periodo, metti dei sacchetti anti-umidità all' interno.
11.Errori Comuni da Evitare
Chiudiamo la parte tecnica con un elenco degli errori più frequenti — quelli che vediamo spesso tra i principianti e che è meglio evitare fin dall' inizio.
Errore 1: Comprare online senza aver mai provato il modello
Comprare scarpe da trekking senza averle prima provate ai piedi, specialmente un modello che non si conosce, è un rischio. La vestibilità è troppo personale per affidarsi solo alle taglie standard.
Soluzione: prova in negozio, poi eventualmente acquista online (spesso a prezzi migliori).
Errore 2: Non indossare i calzini giusti durante la prova
Provare le scarpe con calzini di cotone sottili e poi usarle con calzini tecnici spessi in lana merino è un errore classico. Lo spessore del calzino influisce sulla vestibilità in modo significativo.
Soluzione: porta con te i calzini tecnici che userai davvero.
Errore 3: Comprare una scarpa troppo tecnica (o troppo semplice)
rispetto all'uso reale
Acquistare uno scarpone da alta montagna per fare passeggiate sull'Appennino è uno spreco di denaro e un potenziale problema di comfort. Viceversa, andare in alta quota con scarpe leggere da trail running è un rischio per la sicurezza.
Soluzione: sii onesto riguardo al tipo di escursioni che farai davvero.
Errore 4: Non fare il rodaggio
Le scarpe da trekking — specialmente quelle con tomaia in pelle o più strutturate — hanno bisogno di un periodo di rodaggio. Indossarle per la prima volta in un'escursione lunga è una ricetta sicura per le vesciche.
Soluzione: prima di una gita importante, usa le scarpe nuove per 2–3 uscite brevi (passeggiata in città, gita di 2–3 ore) per ammorbidirle e farle adattare al tuo piede.
Errore 5: Ignorare la suola
Molti principianti si concentrano sulla tomaia (il design, il colore, il materiale esterno) e dimenticano di guardare la suola. Ma la suola è ciò che ti tiene in piedi sul sentiero.
Soluzione: osserva sempre il battistrada e, se possibile, verifica il tipo di mescola e il brand della suola.
Errore 6: Non allacciare correttamente
Una scarpa da trekking mal allacciata perde buona parte dei suoi benefici. Un' allacciatura troppo lenta non stabilizza il piede; troppo stretta crea punti di pressione.
Soluzione: impara la tecnica di allacciatura "loop lace lock" per bloccare il tallone e regola la tensione in modo diverso nella parte bassa (più morbida) e nella parte alta (più ferma) della scarpa.
Errore 7: Aspettarsi che "ci si abitui" al dolore
"Ci si abitua" è una delle frasi più pericolose nel mondo delle calzature da trekking. Se una scarpa ti fa male dal primo giorno, probabilmente non è la scarpa giusta per te.
Soluzione: non acquistare una scarpa che crea disagio già in negozio sperando che "si ammorbidisca". Cambia modello.
Errore 8: Trascurare la manutenzione
Tante persone spendono 150€ in scarpe di qualità e poi le buttano via dopo due stagioni perché non le hanno mai pulite o impermeabilizzate.
Soluzione: dedica 10 minuti alla cura delle scarpe dopo ogni uscita. Il rendimento dell' investimento si moltiplica.
12. FAQ — Le Domande Più Frequenti
Le scarpe da trekking sono diverse dagli scarponi da montagna?
Sì, anche se il termine viene spesso usato in modo intercambiabile. Le "scarpe da trekking" generalmente indicano calzature basse o mid adatte a sentieri non tecnici. Gli "scarponi da montagna" tendono ad essere più alti, più rigidi e progettati per terreni più impegnativi, alta quota e potenziale uso con ramponi.
Quanto durano le scarpe da trekking?
Dipende molto dalla qualità, dalla frequenza di utilizzo e dalla cura. In media: Fascia budget: 1–2 stagioni di utilizzo regolare
Fascia media: 3–4 stagioni
Fascia alta: 4–7 stagioni con buona manutenzione
Il segnale principale di usura è la suola: quando il battistrada è consumato, la scarpa perde aderenza e va sostituita (o risuolata, se il modello lo consente).
Posso usare scarpe da trail running per il trekking?
Tecnicamente sì, ma con alcune avvertenze. Le scarpe da trail running sono più leggere e agili, ma offrono meno protezione alla caviglia e una durata minore. Vanno bene per escursioni leggere con zaino leggero su terreni non tecnici. Non sono adatte per trekking di più giorni, terreni sassosi o alta montagna.
Posso usare le scarpe da trekking anche in città?
Certamente! Molti modelli moderni hanno un design che si adatta anche all' uso urbano. Usarle anche in città può essere utile per il "rodaggio" prima delle escursioni.
Devo prendere la stessa taglia delle mie scarpe normali?
Non necessariamente. Segui sempre la guida alle taglie del singolo brand e prova le scarpe in negozio quando possibile. In generale, molte persone prendono mezzo numero in più rispetto alla taglia normale per garantire spazio sufficiente alle dita nelle discese.
Ma non è una regola assoluta.
Meglio scarpe basse o mid per iniziare?
Per la maggior parte dei principianti, consigliamo una scarpa mid. Offre un supporto alla caviglia che riduce il rischio di storte, ed è più versatile su terreni variati. Man mano che acquisisci esperienza, potrai valutare se orientarti verso la leggerezza delle basse o il supporto degli scarponi alti.
Le scarpe da trekking si impermeabilizzano da sole con l'uso?
No, al contrario. Con l' uso il trattamento DWR si consuma progressivamente. Per mantenere le proprietà idrorepellenti della tomaia, è necessario applicare periodicamente uno spray impermeabilizzante specifico (Nikwax, Grangers, Collonil). Questo non sostituisce la membrana impermeabile interna (Gore-Tex), ma impedisce che la tomaia si saturi d' acqua e riduca la traspirabilità interna.
Posso risuolare le scarpe da trekking?
Sì, molti scarponi di qualità (soprattutto in fascia alta) possono essere risuolati da calzolai specializzati. Questo prolunga notevolmente la vita della scarpa, soprattutto se la tomaia è ancora in buone condizioni. Il costo della risuolatura è generalmente tra i 40 e i 70€.
13. Conclusione
Hai appena finito di leggere la guida più completa che potevi trovare sulle scarpe da trekking per principianti. Sì, è tanta roba — ma il mondo delle calzature outdoor è davvero ricco di sfumature, e conoscerle fa la differenza tra un acquisto azzeccato e uno sbagliato.
Se sei ancora indeciso, ricorda la nostra raccomandazione universale per i principianti: una scarpa mid impermeabile nella fascia 100–150€. È la soluzione più versatile e affidabile che non ti deluderà.
E non dimenticare: le scarpe da trekking sono solo metà dell'equazione. Abbinale ai calzini giusti per il trekking (ne parleremo in un’ articolo dedicato!) e i tuoi piedi ti ringrazieranno
ad ogni uscita.
Buon cammino!








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